Ho aspettato parecchio per scrivere del mio mini-viaggio a Londra. Mi è stato molto difficile razionalizzare tutto ciò che ho visto in quelle misere 70 ore. Ho fatto il tour da turista, quello che: "vai a Londra e non vedi Westmininster?". Io odio fare il turista ma per questa volta ho dovuto placare il mio snobbisbo (tra l'altro azzeccatissimo visto il posto) e mi sono lasciato andare cercando di respirare, immagazzinare ogni odore, ogni angolo, ogni impressione.
Londra è fantastica, più che in ogni altro luogo si avverte cosa vuol dire "multietnico", è una città all'avanguardia pur tenendo saldamente ancorata la sua storia recente e non. Si avverte per le strade l'orgoglio britannico, l'eroismo e l'alcolismo. Mi dispiace di non aver incontrato nessun gentleman in bombetta ma incomincio a pensare che siano esistiti soltanto nella fantasia di Magritte come anche il the delle 5 (del pomeriggio of course). sono tornato ripromettendomi di approfondire la storia di Londra e con l'immagine dei ragazzi che giravano per strada, di notte, con la temperatura prossima allo 0 e vestiti come io mi vestirei a primavera inoltrata in un giorno soleggiato a Roma. Le ragazze girare per strada, sempre di notte, e ancora altri fare tranquillamente bancomat in angoli bui, sempre di notte (!) e sempre con astrema tranquillità, esagererò nel sensazionalismo? Io a Roma non farei bancomat dove capita senza gente intorno e quasi al buio. Di contrasto c'è la sensazione di essere sempre controllati, non c'è supermercato o fermata metro, anche in ostello dove ho preso alloggio, senza una imponente security, la maggior parte delle volte composta da corpulenti omaccioni di colore. Nè con la lingua né con il cibo ho trovato grandi difficoltà, certo non avrei potuto fare lunghe chiaccherate sulla politica interna di Gordon Brown però le indicazioni ma anche chiedere da mangiare e qualcosa di più, poco di più, i fish&chips non l'ho preso però non mi è sembrata questa leccornia da non poter perdere.
Tra i miei sogni d'ora in poi ci sarà quello di andare e passarci almeno un paio di settimane, in modo da sciogliermi un pò con l'inglese e poter parlare con la gente, poter respirare l'aria magnifica della storia come solo in pochi altri posti si può, come si può a Roma.
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