Ho aspettato parecchio per scrivere del mio mini-viaggio a Londra. Mi è stato molto difficile razionalizzare tutto ciò che ho visto in quelle misere 70 ore. Ho fatto il tour da turista, quello che: "vai a Londra e non vedi Westmininster?". Io odio fare il turista ma per questa volta ho dovuto placare il mio snobbisbo (tra l'altro azzeccatissimo visto il posto) e mi sono lasciato andare cercando di respirare, immagazzinare ogni odore, ogni angolo, ogni impressione.
Londra è fantastica, più che in ogni altro luogo si avverte cosa vuol dire "multietnico", è una città all'avanguardia pur tenendo saldamente ancorata la sua storia recente e non. Si avverte per le strade l'orgoglio britannico, l'eroismo e l'alcolismo. Mi dispiace di non aver incontrato nessun gentleman in bombetta ma incomincio a pensare che siano esistiti soltanto nella fantasia di Magritte come anche il the delle 5 (del pomeriggio of course). sono tornato ripromettendomi di approfondire la storia di Londra e con l'immagine dei ragazzi che giravano per strada, di notte, con la temperatura prossima allo 0 e vestiti come io mi vestirei a primavera inoltrata in un giorno soleggiato a Roma. Le ragazze girare per strada, sempre di notte, e ancora altri fare tranquillamente bancomat in angoli bui, sempre di notte (!) e sempre con astrema tranquillità, esagererò nel sensazionalismo? Io a Roma non farei bancomat dove capita senza gente intorno e quasi al buio. Di contrasto c'è la sensazione di essere sempre controllati, non c'è supermercato o fermata metro, anche in ostello dove ho preso alloggio, senza una imponente security, la maggior parte delle volte composta da corpulenti omaccioni di colore. Nè con la lingua né con il cibo ho trovato grandi difficoltà, certo non avrei potuto fare lunghe chiaccherate sulla politica interna di Gordon Brown però le indicazioni ma anche chiedere da mangiare e qualcosa di più, poco di più, i fish&chips non l'ho preso però non mi è sembrata questa leccornia da non poter perdere.
Tra i miei sogni d'ora in poi ci sarà quello di andare e passarci almeno un paio di settimane, in modo da sciogliermi un pò con l'inglese e poter parlare con la gente, poter respirare l'aria magnifica della storia come solo in pochi altri posti si può, come si può a Roma.
26 nov 2008
21 nov 2008
Piove, governo ombra ladro!
Immagino che il titolo un pò provocatorio faccia (spero) sorridere voi numerosi lettori del mio blog.
Sono in euforia completa per il viaggio che mi appresto a compiere, poco meno di 72 ore fuori Italia per andare a vedere Londra. Il tempo passa lento e io mi godo l'eccitazione di andare nella "vice-capitale" del mondo occidentale. Tamigi aspettami. A presto per commenti e racconti di viaggio.
Sono in euforia completa per il viaggio che mi appresto a compiere, poco meno di 72 ore fuori Italia per andare a vedere Londra. Il tempo passa lento e io mi godo l'eccitazione di andare nella "vice-capitale" del mondo occidentale. Tamigi aspettami. A presto per commenti e racconti di viaggio.
6 nov 2008
networking - riflessioni
La vittoria tutta americana di Obama è la consacrazione, la dimostrazione matematica della forza delle nuove tecnologie, la potenza divulgativa è massima, si è partecipi perché parte della rete, si è ingranaggio fondamentale, è il contrario dell'individualismo sfrenato che la parte "maligna" della tecnologia, avallata dalla cattiva informazione, fa venire fuori.
Questa tecnologia è così potente che può essere usata a proprio piacimento nel modo migliore o peggiore, è la potenza - unica - dell'uomo: "il libero arbitrio".
E' il fare con il solo limite dell'autoregolamentazione, o meglio, con le regole della società, del network.
Obama, come dicevo, ha vinto grazie al consenso popolare, ha vinto condividendo, ha vinto con le sottoscrizioni volontarie, ha vinto parlando alla gente, della gente. Ha vinto perché altre volte aveva perso, ha vinto perché credeva nel popolo e in se stesso e perché ha passione, la stessa che millenni fa resero immensa Roma e che ora rende grande l'America, il concetto dell'inclusività, accogliere e prendere il meglio dell'ultimo arrivato. I difetti ci sono, guai il contrario. L'autoreferenzialità e la saccenza per primi, l'autoreferenzialità è la contraddizione più evidente, secondo me, dell'America.
Beppe Grillo ha colto, forse per primo, la potenza straordinaria della tecnologia, mi riferisco solo all'uso del mezzo, senza entrare nel merito dei concetti espressi, ha sublimato questa tecnologia.
In una lezione di economia un prof disse: "la bolla esplosa all'inizio del nuovo millennio è una conseguenza dell'errore di sostenere che la nuova tecnologia avesse nuove regole".
Grillo ha applicato le nuove tecnologie, unendole alle vecchie regole, ha portato all'estremo la tecnologia, fagocitandola, usandola spudoratamente, dando potere al singolo, rendendo il singolo un gruppo, un network. Le idee di base vengono plasmate direzionate come vele al vento, la nave se ben governata regge, il navigatore non è una persona, sono le regole, quindi, come un cortocircuito, sono le persone che regolano il network, è la democrazia.
Richard Stallman è un omone, brutto, americano, fisico, ex ricercatore del MIT. Un giorno decise che l'unico modo per crescere non era berevttare ma condividere le idee, rendere le idee condivise in modo da essere studiate ed evolversi, grazie alla comunità, grazie all'individuo che diventà società, autoregolamentandosi con una "carta condivisa di regole autoimposte". pochi concetti di base atti alla condivisione delle idee e al progresso, inteso come intellettuale e non economico. Alla base c'è sempre lo stesso concetto "la cultura vi rende liberi", la cultura è alla base del benessere, il benessere è libertà.
Questa tecnologia è così potente che può essere usata a proprio piacimento nel modo migliore o peggiore, è la potenza - unica - dell'uomo: "il libero arbitrio".
E' il fare con il solo limite dell'autoregolamentazione, o meglio, con le regole della società, del network.
Obama, come dicevo, ha vinto grazie al consenso popolare, ha vinto condividendo, ha vinto con le sottoscrizioni volontarie, ha vinto parlando alla gente, della gente. Ha vinto perché altre volte aveva perso, ha vinto perché credeva nel popolo e in se stesso e perché ha passione, la stessa che millenni fa resero immensa Roma e che ora rende grande l'America, il concetto dell'inclusività, accogliere e prendere il meglio dell'ultimo arrivato. I difetti ci sono, guai il contrario. L'autoreferenzialità e la saccenza per primi, l'autoreferenzialità è la contraddizione più evidente, secondo me, dell'America.
Beppe Grillo ha colto, forse per primo, la potenza straordinaria della tecnologia, mi riferisco solo all'uso del mezzo, senza entrare nel merito dei concetti espressi, ha sublimato questa tecnologia.
In una lezione di economia un prof disse: "la bolla esplosa all'inizio del nuovo millennio è una conseguenza dell'errore di sostenere che la nuova tecnologia avesse nuove regole".
Grillo ha applicato le nuove tecnologie, unendole alle vecchie regole, ha portato all'estremo la tecnologia, fagocitandola, usandola spudoratamente, dando potere al singolo, rendendo il singolo un gruppo, un network. Le idee di base vengono plasmate direzionate come vele al vento, la nave se ben governata regge, il navigatore non è una persona, sono le regole, quindi, come un cortocircuito, sono le persone che regolano il network, è la democrazia.
Richard Stallman è un omone, brutto, americano, fisico, ex ricercatore del MIT. Un giorno decise che l'unico modo per crescere non era berevttare ma condividere le idee, rendere le idee condivise in modo da essere studiate ed evolversi, grazie alla comunità, grazie all'individuo che diventà società, autoregolamentandosi con una "carta condivisa di regole autoimposte". pochi concetti di base atti alla condivisione delle idee e al progresso, inteso come intellettuale e non economico. Alla base c'è sempre lo stesso concetto "la cultura vi rende liberi", la cultura è alla base del benessere, il benessere è libertà.
5 nov 2008
God bless Obama!!!
Ero alle elementari (1988) e mi facevo allegramente i fatti miei quando una domanda mi scosse dalle fondamenta: "Bush o Dukakis?". Il silenzio sospeso faceva strada allo stupore ormai dipinto sul mio volto.
Chi erano?
Cosa erano?
Dukakis? Era forse un invito a merenda?
Da li a poco avrei scoperto chi fosse Bush ma di Dukakis non seppi più nulla. Chissà se mai lui avrà avuto sentore dei turbamenti infantili che il solo pronunciare il suo nome avevano provocato?
da quel momento sono passati 20 anni e 7 elezioni per il presidente americano. Da allora si sono alternati (bella questa parola in democrazia) 3 presidenti - solo Bush non è stato riconfermato perché battuto da Bill "schizzetto" Clinton -. Due di questi sono padre e figlio.
Non provo neanche a fare un parallelo e un paragone con l'Italia, per la salvaguardia della vostra incolumità psico-fisica vi consiglio, caldamente, di non farlo anche voi.
***
Mi arrovello da mesi su chi sarebbe potuto e/o avrebbe dovuto essere il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America, il 44esimo. Sono contento lo sia diventato Barak Obama. Sarà ilmiglior presidente? Migliore di Bush?
Obama è il primo presidente nero degli USA.
Obama è il primo presidente democratico del terzo millennio.
Obama ha un padre keniota, una madre americana ed è cresciuto in una famiglia asiatica, è cristiano (non cattolico).
Obama è un democratico, difficile capire per noi italiani questa connotazione, non è di sinistra così come noi lo intendiamo, non è vicino al PD (semmai il PD gli si vorrebbe accostare, però c'è Walter....sigh! Sigh!).
In realtà di come la pensa e chi sia realmente non so nulla. So che è capace di attrarre consensi sia tra i democratici che tra i repubblicani. So che è molto sensibile alle problematiche della gente disagiata. So che non è cresciuto in un ambiente semplicissimo, madre e padre divorziati, vari trasferimenti tra gli USA e l'Asia. So che le lobbies che lo hanno spinto non sono quelle dei NEOCONS e dei petrolieri, ciò mi basta per vederlo di buon occhio. Il padre keniota è morto in un incidente automobilistico, ex pastore. Spero possa mettere un "occhio di bue" sall'Africa e riuscire a parlare con la gente che prima non riusciva a dialogare con l'amministrazione americana. So che Gasparri ha appena dichiarato che Al Qaeda sarà contanta del nuovo presidente, beh, come non potrebbe esserlo, finalmente qualcuno che come mappamondo non ha una sfera con tante linee che rappresentano le condutture del petrolio e gas.
Il mondo cambia veloce, gli USA sono la nostra guida e il nostro modello da ormai quasi un secolo. La centralità dell'Europa nello scenario mondiale si sta mettendo in discussione. Abbiamo bisogno di una democrazia perfettibile, l'America ce l'ha, lo ha dimostrato stanotte, noi, quando riusciremo ad averne una?
God Bless Obama!!
Chi erano?
Cosa erano?
Dukakis? Era forse un invito a merenda?
Da li a poco avrei scoperto chi fosse Bush ma di Dukakis non seppi più nulla. Chissà se mai lui avrà avuto sentore dei turbamenti infantili che il solo pronunciare il suo nome avevano provocato?
da quel momento sono passati 20 anni e 7 elezioni per il presidente americano. Da allora si sono alternati (bella questa parola in democrazia) 3 presidenti - solo Bush non è stato riconfermato perché battuto da Bill "schizzetto" Clinton -. Due di questi sono padre e figlio.
Non provo neanche a fare un parallelo e un paragone con l'Italia, per la salvaguardia della vostra incolumità psico-fisica vi consiglio, caldamente, di non farlo anche voi.
***
Mi arrovello da mesi su chi sarebbe potuto e/o avrebbe dovuto essere il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America, il 44esimo. Sono contento lo sia diventato Barak Obama. Sarà ilmiglior presidente? Migliore di Bush?
Obama è il primo presidente nero degli USA.
Obama è il primo presidente democratico del terzo millennio.
Obama ha un padre keniota, una madre americana ed è cresciuto in una famiglia asiatica, è cristiano (non cattolico).
Obama è un democratico, difficile capire per noi italiani questa connotazione, non è di sinistra così come noi lo intendiamo, non è vicino al PD (semmai il PD gli si vorrebbe accostare, però c'è Walter....sigh! Sigh!).
In realtà di come la pensa e chi sia realmente non so nulla. So che è capace di attrarre consensi sia tra i democratici che tra i repubblicani. So che è molto sensibile alle problematiche della gente disagiata. So che non è cresciuto in un ambiente semplicissimo, madre e padre divorziati, vari trasferimenti tra gli USA e l'Asia. So che le lobbies che lo hanno spinto non sono quelle dei NEOCONS e dei petrolieri, ciò mi basta per vederlo di buon occhio. Il padre keniota è morto in un incidente automobilistico, ex pastore. Spero possa mettere un "occhio di bue" sall'Africa e riuscire a parlare con la gente che prima non riusciva a dialogare con l'amministrazione americana. So che Gasparri ha appena dichiarato che Al Qaeda sarà contanta del nuovo presidente, beh, come non potrebbe esserlo, finalmente qualcuno che come mappamondo non ha una sfera con tante linee che rappresentano le condutture del petrolio e gas.
Il mondo cambia veloce, gli USA sono la nostra guida e il nostro modello da ormai quasi un secolo. La centralità dell'Europa nello scenario mondiale si sta mettendo in discussione. Abbiamo bisogno di una democrazia perfettibile, l'America ce l'ha, lo ha dimostrato stanotte, noi, quando riusciremo ad averne una?
God Bless Obama!!
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