La mia prima impresa sportiva risale ad ormai vent'anni fa. Facevo le elementari quando un tizio che selezionava giovani promesse dell'atletica arrivò in classe a proporci la partecipazione ai giochi della gioventù. Io avrei dovuto percorrere gli 800 mt nella corsa campestre. Preso da piglio agonistico, e sicuro di poter bruciare ogni record, mi iscrissi. "Più o meno da casa fino alle scuole medie" rispose mio padre alla domanda di un cucciolo d'uomo alla scorperta della grandezza dell'universo. La distanza mi parve tanto incolmabile quanto il tempo che sarebbe dovuto trascorrere affinchè io arrivassi a frequentare tale edificio scolastico. "ti dovrai allenare però!", la saggezza paterna agiva con autorevoli consigli, purtroppo l'unica ora disponibile da dedicare al training coincideva con Bim Bum Bam e Non si potevano certo fare aspettare Paolo Bonolis Licia Colò e Uan! Il giorno della gara agghindato nella mia tuta felpata, frutto della raccolta punti Galbusera, e calzando le mie scarpe, non esattamente da runner, mi avviai in una località sconosciuta sede della gara. Non ricordo ansie o particolari riflessioni profonde prima della partenza. Lo start rimbombò e l'eco dello sparo non si era ancora diradato che io ero già zuppo di sudore nel maglione felpato, con le gambe pesanti che mi avevano piantato in una passeggiata nella campagna calabrese di fine anni ottanta, Cesare Casella era stato da poco Rapito, il muro di berlino si crepava, i PC non erano che degli scatoloni sconosciuti e i mouse erano dei roditori con il nome di Mickey o Gerry.
Tornando a casa a mio padre, come a tutti gli altri, mentii: "si sono arrivato più o meno a metà, ce ne erano parecchi dopo di me", in realtà i miei ricordi narrano di un bambino grasso in evidente stato di iperventilazione e di un altro che non doveva superare i cinque anni di età, insomma una chiavica. Le mie imprese sportive ebbero un drastico rallentamento fino alle non più fortunate del mio periodo pallavvolista ma questa è un'altra storia.
Dopo tutti questi anni perché sono saltate alla memoria quelle tristi esperienze di un ragazzino poco incline allo sport, al sudore e alla fatica fisica?
Perché domenica scorsa - 31 08 2008 - ho fatto la seconda gara podistica della mia vita, una 10000 metri cittadina per le strade di Roma. Questa volta l'iscrizione è da imputarsi non al mio spirito kamikaze ma alla impulsività e goliardia del mio amico/coinquilino Alessandro. Avevo paura che finisse come la volta precedente ma gli eventi hanno preso una piega (leggermente) diversa, io la definirei una grande vittoria personale. Ho percorso i 10000 in 55'46'', si una pippa, nulla di lontanamente paragonabile ad una impresa sportiva, però ce l'ho fatta, ho raggiunto il traguardo, ho corso per le strade con la gente che applaudiva e incitava e sorrideva. Non ho mollato, anche se in alcuni tratti stavo per farlo e ho fatto il mio record personale sulla distanza. Per inciso la media è stata di 58'03'' e sono arrivato arrivato 2263esimo su circa 10000 ma questo è importante solo per le statistiche. Il percorso andava dalla partenza di via delle terme di caracalla passando per il colosseo, piazza venezia, piazza di spagna, piazza del popolo, ara pacis, piazza navona, di nuovo piazza venezia, via del teatro di marcello per finire al circo massimo.
L'arrivo e il pregara le parti più emozionanti. Il pregara è stato più che altro il terrore di non finire, la fine è stata felicità mista a fatica, lacrime, sudore e sete. La parte più difficile tra il quarto e il settimo chilometro, la ho davvero pensato di non farcela, vedevo tutti superarmi, Alessandro era andato avanti, ero solo con il mio fiatone e le mie gambe pesanti, sono andato avanti con la forza della disperazione. Dall'ottavo alla fine ho solo pensato a recuperare i minuti persi nella fase di down, i primi sono stati un tripudio di persone e magliette rosse (l'organizzazione ce ne ha fornito una). L'arrivo è stata esaltante e ha ripagato tutta la fatica accumulata.
Io consiglio a tutti di misurarsi almeno una volta nella vita con i propri limiti fisici, aiutano a capire meglio se stessi e a mattere dei paletti, facendosi concentrare su riferimenti oggettivi, come il tempo e lo spazio, lasciando che i pensieri si dissolvano nella nebbia della concentrazione e della gestione della sofferenza fisica oppure si può guardare Bim Bum Bam (su Fox mi sa che lo mandano).
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2 commenti:
ecco il mio primo commento al tuo blog, ma non credere che lo faccia per te...ma solo per pubblicizzare il mio! :-P, gente, snobbate francesco e venite da me!
a me viene in mente la prima tappa della mia prima marcia...110 km in due giorni e mezzo. Il primo giorno erano 12 km, nessuno scommetteva che ci sarei arrivata sulle mie gambe...quando ho raggiunto la meta ho pensato che il Paradiso nn sarebbe stato così bello come lo spettacolo che vedevo di fronte a me, anzi...dentro di me...E bravo ciccio!
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