"Il bello dei periodi di transizione è che ci sono un sacco di novità e poche certezze; il brutto lo intuite da voi..." (il prof. Di Sciullo, grazie Tiziana)
5 dic 2008
26 nov 2008
London Calling!
Ho aspettato parecchio per scrivere del mio mini-viaggio a Londra. Mi è stato molto difficile razionalizzare tutto ciò che ho visto in quelle misere 70 ore. Ho fatto il tour da turista, quello che: "vai a Londra e non vedi Westmininster?". Io odio fare il turista ma per questa volta ho dovuto placare il mio snobbisbo (tra l'altro azzeccatissimo visto il posto) e mi sono lasciato andare cercando di respirare, immagazzinare ogni odore, ogni angolo, ogni impressione.
Londra è fantastica, più che in ogni altro luogo si avverte cosa vuol dire "multietnico", è una città all'avanguardia pur tenendo saldamente ancorata la sua storia recente e non. Si avverte per le strade l'orgoglio britannico, l'eroismo e l'alcolismo. Mi dispiace di non aver incontrato nessun gentleman in bombetta ma incomincio a pensare che siano esistiti soltanto nella fantasia di Magritte come anche il the delle 5 (del pomeriggio of course). sono tornato ripromettendomi di approfondire la storia di Londra e con l'immagine dei ragazzi che giravano per strada, di notte, con la temperatura prossima allo 0 e vestiti come io mi vestirei a primavera inoltrata in un giorno soleggiato a Roma. Le ragazze girare per strada, sempre di notte, e ancora altri fare tranquillamente bancomat in angoli bui, sempre di notte (!) e sempre con astrema tranquillità, esagererò nel sensazionalismo? Io a Roma non farei bancomat dove capita senza gente intorno e quasi al buio. Di contrasto c'è la sensazione di essere sempre controllati, non c'è supermercato o fermata metro, anche in ostello dove ho preso alloggio, senza una imponente security, la maggior parte delle volte composta da corpulenti omaccioni di colore. Nè con la lingua né con il cibo ho trovato grandi difficoltà, certo non avrei potuto fare lunghe chiaccherate sulla politica interna di Gordon Brown però le indicazioni ma anche chiedere da mangiare e qualcosa di più, poco di più, i fish&chips non l'ho preso però non mi è sembrata questa leccornia da non poter perdere.
Tra i miei sogni d'ora in poi ci sarà quello di andare e passarci almeno un paio di settimane, in modo da sciogliermi un pò con l'inglese e poter parlare con la gente, poter respirare l'aria magnifica della storia come solo in pochi altri posti si può, come si può a Roma.
Londra è fantastica, più che in ogni altro luogo si avverte cosa vuol dire "multietnico", è una città all'avanguardia pur tenendo saldamente ancorata la sua storia recente e non. Si avverte per le strade l'orgoglio britannico, l'eroismo e l'alcolismo. Mi dispiace di non aver incontrato nessun gentleman in bombetta ma incomincio a pensare che siano esistiti soltanto nella fantasia di Magritte come anche il the delle 5 (del pomeriggio of course). sono tornato ripromettendomi di approfondire la storia di Londra e con l'immagine dei ragazzi che giravano per strada, di notte, con la temperatura prossima allo 0 e vestiti come io mi vestirei a primavera inoltrata in un giorno soleggiato a Roma. Le ragazze girare per strada, sempre di notte, e ancora altri fare tranquillamente bancomat in angoli bui, sempre di notte (!) e sempre con astrema tranquillità, esagererò nel sensazionalismo? Io a Roma non farei bancomat dove capita senza gente intorno e quasi al buio. Di contrasto c'è la sensazione di essere sempre controllati, non c'è supermercato o fermata metro, anche in ostello dove ho preso alloggio, senza una imponente security, la maggior parte delle volte composta da corpulenti omaccioni di colore. Nè con la lingua né con il cibo ho trovato grandi difficoltà, certo non avrei potuto fare lunghe chiaccherate sulla politica interna di Gordon Brown però le indicazioni ma anche chiedere da mangiare e qualcosa di più, poco di più, i fish&chips non l'ho preso però non mi è sembrata questa leccornia da non poter perdere.
Tra i miei sogni d'ora in poi ci sarà quello di andare e passarci almeno un paio di settimane, in modo da sciogliermi un pò con l'inglese e poter parlare con la gente, poter respirare l'aria magnifica della storia come solo in pochi altri posti si può, come si può a Roma.
21 nov 2008
Piove, governo ombra ladro!
Immagino che il titolo un pò provocatorio faccia (spero) sorridere voi numerosi lettori del mio blog.
Sono in euforia completa per il viaggio che mi appresto a compiere, poco meno di 72 ore fuori Italia per andare a vedere Londra. Il tempo passa lento e io mi godo l'eccitazione di andare nella "vice-capitale" del mondo occidentale. Tamigi aspettami. A presto per commenti e racconti di viaggio.
Sono in euforia completa per il viaggio che mi appresto a compiere, poco meno di 72 ore fuori Italia per andare a vedere Londra. Il tempo passa lento e io mi godo l'eccitazione di andare nella "vice-capitale" del mondo occidentale. Tamigi aspettami. A presto per commenti e racconti di viaggio.
6 nov 2008
networking - riflessioni
La vittoria tutta americana di Obama è la consacrazione, la dimostrazione matematica della forza delle nuove tecnologie, la potenza divulgativa è massima, si è partecipi perché parte della rete, si è ingranaggio fondamentale, è il contrario dell'individualismo sfrenato che la parte "maligna" della tecnologia, avallata dalla cattiva informazione, fa venire fuori.
Questa tecnologia è così potente che può essere usata a proprio piacimento nel modo migliore o peggiore, è la potenza - unica - dell'uomo: "il libero arbitrio".
E' il fare con il solo limite dell'autoregolamentazione, o meglio, con le regole della società, del network.
Obama, come dicevo, ha vinto grazie al consenso popolare, ha vinto condividendo, ha vinto con le sottoscrizioni volontarie, ha vinto parlando alla gente, della gente. Ha vinto perché altre volte aveva perso, ha vinto perché credeva nel popolo e in se stesso e perché ha passione, la stessa che millenni fa resero immensa Roma e che ora rende grande l'America, il concetto dell'inclusività, accogliere e prendere il meglio dell'ultimo arrivato. I difetti ci sono, guai il contrario. L'autoreferenzialità e la saccenza per primi, l'autoreferenzialità è la contraddizione più evidente, secondo me, dell'America.
Beppe Grillo ha colto, forse per primo, la potenza straordinaria della tecnologia, mi riferisco solo all'uso del mezzo, senza entrare nel merito dei concetti espressi, ha sublimato questa tecnologia.
In una lezione di economia un prof disse: "la bolla esplosa all'inizio del nuovo millennio è una conseguenza dell'errore di sostenere che la nuova tecnologia avesse nuove regole".
Grillo ha applicato le nuove tecnologie, unendole alle vecchie regole, ha portato all'estremo la tecnologia, fagocitandola, usandola spudoratamente, dando potere al singolo, rendendo il singolo un gruppo, un network. Le idee di base vengono plasmate direzionate come vele al vento, la nave se ben governata regge, il navigatore non è una persona, sono le regole, quindi, come un cortocircuito, sono le persone che regolano il network, è la democrazia.
Richard Stallman è un omone, brutto, americano, fisico, ex ricercatore del MIT. Un giorno decise che l'unico modo per crescere non era berevttare ma condividere le idee, rendere le idee condivise in modo da essere studiate ed evolversi, grazie alla comunità, grazie all'individuo che diventà società, autoregolamentandosi con una "carta condivisa di regole autoimposte". pochi concetti di base atti alla condivisione delle idee e al progresso, inteso come intellettuale e non economico. Alla base c'è sempre lo stesso concetto "la cultura vi rende liberi", la cultura è alla base del benessere, il benessere è libertà.
Questa tecnologia è così potente che può essere usata a proprio piacimento nel modo migliore o peggiore, è la potenza - unica - dell'uomo: "il libero arbitrio".
E' il fare con il solo limite dell'autoregolamentazione, o meglio, con le regole della società, del network.
Obama, come dicevo, ha vinto grazie al consenso popolare, ha vinto condividendo, ha vinto con le sottoscrizioni volontarie, ha vinto parlando alla gente, della gente. Ha vinto perché altre volte aveva perso, ha vinto perché credeva nel popolo e in se stesso e perché ha passione, la stessa che millenni fa resero immensa Roma e che ora rende grande l'America, il concetto dell'inclusività, accogliere e prendere il meglio dell'ultimo arrivato. I difetti ci sono, guai il contrario. L'autoreferenzialità e la saccenza per primi, l'autoreferenzialità è la contraddizione più evidente, secondo me, dell'America.
Beppe Grillo ha colto, forse per primo, la potenza straordinaria della tecnologia, mi riferisco solo all'uso del mezzo, senza entrare nel merito dei concetti espressi, ha sublimato questa tecnologia.
In una lezione di economia un prof disse: "la bolla esplosa all'inizio del nuovo millennio è una conseguenza dell'errore di sostenere che la nuova tecnologia avesse nuove regole".
Grillo ha applicato le nuove tecnologie, unendole alle vecchie regole, ha portato all'estremo la tecnologia, fagocitandola, usandola spudoratamente, dando potere al singolo, rendendo il singolo un gruppo, un network. Le idee di base vengono plasmate direzionate come vele al vento, la nave se ben governata regge, il navigatore non è una persona, sono le regole, quindi, come un cortocircuito, sono le persone che regolano il network, è la democrazia.
Richard Stallman è un omone, brutto, americano, fisico, ex ricercatore del MIT. Un giorno decise che l'unico modo per crescere non era berevttare ma condividere le idee, rendere le idee condivise in modo da essere studiate ed evolversi, grazie alla comunità, grazie all'individuo che diventà società, autoregolamentandosi con una "carta condivisa di regole autoimposte". pochi concetti di base atti alla condivisione delle idee e al progresso, inteso come intellettuale e non economico. Alla base c'è sempre lo stesso concetto "la cultura vi rende liberi", la cultura è alla base del benessere, il benessere è libertà.
5 nov 2008
God bless Obama!!!
Ero alle elementari (1988) e mi facevo allegramente i fatti miei quando una domanda mi scosse dalle fondamenta: "Bush o Dukakis?". Il silenzio sospeso faceva strada allo stupore ormai dipinto sul mio volto.
Chi erano?
Cosa erano?
Dukakis? Era forse un invito a merenda?
Da li a poco avrei scoperto chi fosse Bush ma di Dukakis non seppi più nulla. Chissà se mai lui avrà avuto sentore dei turbamenti infantili che il solo pronunciare il suo nome avevano provocato?
da quel momento sono passati 20 anni e 7 elezioni per il presidente americano. Da allora si sono alternati (bella questa parola in democrazia) 3 presidenti - solo Bush non è stato riconfermato perché battuto da Bill "schizzetto" Clinton -. Due di questi sono padre e figlio.
Non provo neanche a fare un parallelo e un paragone con l'Italia, per la salvaguardia della vostra incolumità psico-fisica vi consiglio, caldamente, di non farlo anche voi.
***
Mi arrovello da mesi su chi sarebbe potuto e/o avrebbe dovuto essere il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America, il 44esimo. Sono contento lo sia diventato Barak Obama. Sarà ilmiglior presidente? Migliore di Bush?
Obama è il primo presidente nero degli USA.
Obama è il primo presidente democratico del terzo millennio.
Obama ha un padre keniota, una madre americana ed è cresciuto in una famiglia asiatica, è cristiano (non cattolico).
Obama è un democratico, difficile capire per noi italiani questa connotazione, non è di sinistra così come noi lo intendiamo, non è vicino al PD (semmai il PD gli si vorrebbe accostare, però c'è Walter....sigh! Sigh!).
In realtà di come la pensa e chi sia realmente non so nulla. So che è capace di attrarre consensi sia tra i democratici che tra i repubblicani. So che è molto sensibile alle problematiche della gente disagiata. So che non è cresciuto in un ambiente semplicissimo, madre e padre divorziati, vari trasferimenti tra gli USA e l'Asia. So che le lobbies che lo hanno spinto non sono quelle dei NEOCONS e dei petrolieri, ciò mi basta per vederlo di buon occhio. Il padre keniota è morto in un incidente automobilistico, ex pastore. Spero possa mettere un "occhio di bue" sall'Africa e riuscire a parlare con la gente che prima non riusciva a dialogare con l'amministrazione americana. So che Gasparri ha appena dichiarato che Al Qaeda sarà contanta del nuovo presidente, beh, come non potrebbe esserlo, finalmente qualcuno che come mappamondo non ha una sfera con tante linee che rappresentano le condutture del petrolio e gas.
Il mondo cambia veloce, gli USA sono la nostra guida e il nostro modello da ormai quasi un secolo. La centralità dell'Europa nello scenario mondiale si sta mettendo in discussione. Abbiamo bisogno di una democrazia perfettibile, l'America ce l'ha, lo ha dimostrato stanotte, noi, quando riusciremo ad averne una?
God Bless Obama!!
Chi erano?
Cosa erano?
Dukakis? Era forse un invito a merenda?
Da li a poco avrei scoperto chi fosse Bush ma di Dukakis non seppi più nulla. Chissà se mai lui avrà avuto sentore dei turbamenti infantili che il solo pronunciare il suo nome avevano provocato?
da quel momento sono passati 20 anni e 7 elezioni per il presidente americano. Da allora si sono alternati (bella questa parola in democrazia) 3 presidenti - solo Bush non è stato riconfermato perché battuto da Bill "schizzetto" Clinton -. Due di questi sono padre e figlio.
Non provo neanche a fare un parallelo e un paragone con l'Italia, per la salvaguardia della vostra incolumità psico-fisica vi consiglio, caldamente, di non farlo anche voi.
***
Mi arrovello da mesi su chi sarebbe potuto e/o avrebbe dovuto essere il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America, il 44esimo. Sono contento lo sia diventato Barak Obama. Sarà ilmiglior presidente? Migliore di Bush?
Obama è il primo presidente nero degli USA.
Obama è il primo presidente democratico del terzo millennio.
Obama ha un padre keniota, una madre americana ed è cresciuto in una famiglia asiatica, è cristiano (non cattolico).
Obama è un democratico, difficile capire per noi italiani questa connotazione, non è di sinistra così come noi lo intendiamo, non è vicino al PD (semmai il PD gli si vorrebbe accostare, però c'è Walter....sigh! Sigh!).
In realtà di come la pensa e chi sia realmente non so nulla. So che è capace di attrarre consensi sia tra i democratici che tra i repubblicani. So che è molto sensibile alle problematiche della gente disagiata. So che non è cresciuto in un ambiente semplicissimo, madre e padre divorziati, vari trasferimenti tra gli USA e l'Asia. So che le lobbies che lo hanno spinto non sono quelle dei NEOCONS e dei petrolieri, ciò mi basta per vederlo di buon occhio. Il padre keniota è morto in un incidente automobilistico, ex pastore. Spero possa mettere un "occhio di bue" sall'Africa e riuscire a parlare con la gente che prima non riusciva a dialogare con l'amministrazione americana. So che Gasparri ha appena dichiarato che Al Qaeda sarà contanta del nuovo presidente, beh, come non potrebbe esserlo, finalmente qualcuno che come mappamondo non ha una sfera con tante linee che rappresentano le condutture del petrolio e gas.
Il mondo cambia veloce, gli USA sono la nostra guida e il nostro modello da ormai quasi un secolo. La centralità dell'Europa nello scenario mondiale si sta mettendo in discussione. Abbiamo bisogno di una democrazia perfettibile, l'America ce l'ha, lo ha dimostrato stanotte, noi, quando riusciremo ad averne una?
God Bless Obama!!
28 ott 2008
Waiting for...
Il pomeriggio scorre in attesa di una riunione, il grigiore del cielo e la pioggia battente aiutano a scrivere, gli argomenti sono pochi, a volte semplicemente è meglio il silenzio anche se io so di esagerare, a volte
29 set 2008
La ragazza del palio
Il primo (e unico) fantino donna del palio di Siena è una minuta e ormai anziana signora borghese che negli anni '50 sfidò gli agguerriti fantini cui tenne addirittura testa, tutto si risolse in una caduta, il palio quell'anno non andò alla sua contrada ma, abituata alla polvere e alle cadute, la nostra eroina si spolverò la giubba, rimontò sul cavallo dal quale non scese più fino ad oggi. La signora si chiama Rosanna Bonelli detta "rompicollo", ho avuto modo di conoscerla in un minuscolo paese alle porte di Siena, Vagliagli, dove ho trascorso pochi impagabili giorni nella campagna nostalgica di un passato rurale e genuino che la gente cerca di tenere stretta (certo solo come memoria storica) ma che scivola via come acqua tra le dita. Vino, carne di "bove", "costolecci", vino del Chianti, cinghiale e funghi entravano nelle nostre bocche come aria fresca al mattino. Il freddo annunciava l'autunno mentre i più anziani, al mattino, si preparavano alla caccia e alle normali attività giornaliere di gente che non ne vuol sapere di metrò, corse alla fermata al mattino, liti al semaforo e parcheggi introvabili.
18 set 2008
La rivincità dei comunisti (più o meno)
Era 1989, l'ottobre, mia madre aspettava la nascita di mio fratello Lorenzo, tutti l'aspettavamo visto che la poverina aveva vissuto a letto tutta la gravidanza, io aspettavo anche il compleanno, sarebbe arrivato da li a pochi giorni. Facevo la quinta elementare e di politica ed economia conoscevo soltanto la paura in me incussa dalla pubblicità di Craxi sulle vacche magre. La mia vita era quella di un normale bambino del sud, quando una sera, in TV, vidi cadere il muro! Ho visto persone dare picconate, altre solo pugni, altre cavalcare, come un surfisti le onde, i brandelli di muro che crollavano al suolo, gente abbracciarsi, vicini di casa fino ad allora sconosciuti, gente con la stessa lingua e la stessa storia che non si era mai vista. Dissero che il comunismo era morto e che la guerra fredda era finita, Bush era il presidente degli USA (il padre), Putin era ufficiale di collegamento del KGB a Berlino, in quel frangente impegnato a distruggere documenti segretissimi. Il comunismo era morto, in Cina era da poco stata sedata nel sangue la rivolta di piazza Tian'anmen. Il mondo cambiava. In Italia da li a poco sarebbe scomparso tutto il sistema che aveva tenuto in piedi la politica del dopo-guerra. Gli USA gongolavano, il comunismo era nella bara.
Sono passati vent'anni, l'Italia attraversa l'ennesima crisi economica, il mondo anche. Però questa volta è un pò diversa, la mia conoscena di politica ed economia poco si discosta da quella di quando avevo 10 anni, ho solo un pò più di memoria.
La Lehman Brothers è fallita, i liberisti più convinti, contriti, ammettono che il mercato ha sempre ragione e scrivono il requiem al colosso appena sepolto (nel loculo accanto al comunismo), però un altro malato terminale è stato appena spostato dalla sala operatoria alla rianimazione, quasi dichiarato fuori pericolo grazie ad una trasfusione. La casa bianca l'ha "interamente" rilevata, Bush (figlio) l'ha acquistata alla simbolica cifra di 80.000.000.000 di $. Lo scandalo dei subprime sembra quasi una quisquiglia paragonandola a ciò che sta succedendo (certo sono direttamente connesse).
Mi hanno insegnato che ad essere più vicino al liberismo teorico (quindi irraggiungibile) erano proprio gli States, che per loro il liberismo è la panacea e quasi una religione, che alla base del sistema statiunutense c'è proprio la capacità di rinnovarsi epurando ogni forma di business malato. Invece cosa succede? Il governo applica dei cuscinetti (e che cuscinetti) per attutire la caduta dei colossi finanziari, il resto del mondo che fa? Invece di gridare allo scandalo plaude (a dire il vero anche io). e la libera concorrenza? C'è chi vede in tutto questo le falle di una dottrina troppo autoreferenziale, vede le innegabili contraddizioni palesarsi e il convergere su una politica economica più "protetta e protezionista". Io, naturalmente, a questo non so dare risposta ma mi incuriosisce parecchio e voglio proprio vedere come verremo fuori da questa crisi (che a quanto pare non ha raggiunto ancora l'acme) e come il mondo cambierà. Per adesso i (ex)comunisti ridacchiano sotto i baffi (ce li hanno sempre) anche se la situazione li impensierisce.
Sono passati vent'anni, l'Italia attraversa l'ennesima crisi economica, il mondo anche. Però questa volta è un pò diversa, la mia conoscena di politica ed economia poco si discosta da quella di quando avevo 10 anni, ho solo un pò più di memoria.
La Lehman Brothers è fallita, i liberisti più convinti, contriti, ammettono che il mercato ha sempre ragione e scrivono il requiem al colosso appena sepolto (nel loculo accanto al comunismo), però un altro malato terminale è stato appena spostato dalla sala operatoria alla rianimazione, quasi dichiarato fuori pericolo grazie ad una trasfusione. La casa bianca l'ha "interamente" rilevata, Bush (figlio) l'ha acquistata alla simbolica cifra di 80.000.000.000 di $. Lo scandalo dei subprime sembra quasi una quisquiglia paragonandola a ciò che sta succedendo (certo sono direttamente connesse).
Mi hanno insegnato che ad essere più vicino al liberismo teorico (quindi irraggiungibile) erano proprio gli States, che per loro il liberismo è la panacea e quasi una religione, che alla base del sistema statiunutense c'è proprio la capacità di rinnovarsi epurando ogni forma di business malato. Invece cosa succede? Il governo applica dei cuscinetti (e che cuscinetti) per attutire la caduta dei colossi finanziari, il resto del mondo che fa? Invece di gridare allo scandalo plaude (a dire il vero anche io). e la libera concorrenza? C'è chi vede in tutto questo le falle di una dottrina troppo autoreferenziale, vede le innegabili contraddizioni palesarsi e il convergere su una politica economica più "protetta e protezionista". Io, naturalmente, a questo non so dare risposta ma mi incuriosisce parecchio e voglio proprio vedere come verremo fuori da questa crisi (che a quanto pare non ha raggiunto ancora l'acme) e come il mondo cambierà. Per adesso i (ex)comunisti ridacchiano sotto i baffi (ce li hanno sempre) anche se la situazione li impensierisce.
16 set 2008
Diario di una serata da pirata.
Ok, posso ammettere che dal poco che so della cultura cinese questa storia non si regge in piedi. Ok, posso ammettere che con il kung fu non c'entra nulla, che i personaggi sono strampalati e la storia è caricaturale, però io mi sono divertito un botto. La storia è per bambini, tutta fondata sul credere in se, certo non insegna nulla della vita e in certi passaggi è fuori da ogni schema logico però, se ancora non lo avevo detto, si tratta di un cartoon, Kung Fu Panda nella fattispecie.
Chiunque sia un cultore di arti marziali o uno studioso della Cina se ne tenga lontano ma è da consigliare a chiunche voglia rilassarsi un pò e godersi il nulla che lascia in testa una storia divertente. Insomma guai a chi prenda sul serio i film che va a vedere al cinema. Come ad esempio quelli che dicono: "ma che stronzata adesso un panda lardoso e scemo può battere una tigre maestro di kung fu", qualunque persona dica una cosa del genere dovrebbe essere rinchiuso poi, se non ve ne foste accorti, come può un panda essere figlio di un pennuto?
Le arti marziali sono cosa seria. La cultura cinese è antica, misteriosa e affascinante, questo cartone è bello, fatto bene e io mi sono divertito, tutto il resto...è noia.
Chiunque sia un cultore di arti marziali o uno studioso della Cina se ne tenga lontano ma è da consigliare a chiunche voglia rilassarsi un pò e godersi il nulla che lascia in testa una storia divertente. Insomma guai a chi prenda sul serio i film che va a vedere al cinema. Come ad esempio quelli che dicono: "ma che stronzata adesso un panda lardoso e scemo può battere una tigre maestro di kung fu", qualunque persona dica una cosa del genere dovrebbe essere rinchiuso poi, se non ve ne foste accorti, come può un panda essere figlio di un pennuto?
Le arti marziali sono cosa seria. La cultura cinese è antica, misteriosa e affascinante, questo cartone è bello, fatto bene e io mi sono divertito, tutto il resto...è noia.
15 set 2008
Il weekend più lungo
Reduce da un fine settimana all'insegna del "viaggio" spiego le vele sulla rotta della nuova settimana. Un matrimonio a Metaponto non è cosa rilassante e agevole, 15 ore di viaggio circa, mangiare e bere a dismisura, stanchezza, ormai cronica, pioggia, alberi sradicati che hanno rallentato il viaggio e pioggia e strade perse nella macchia mediterranea hanno animato e condito tutta l'impresa. A parte queste, poco piacevoli a dire il vero, condizioni al contorno, questi due giorni sono stati molto interessanti, ho conosciuto gente simpatica e solare, mi sento ormai amico di molte persone che conoscevo già da prima ma che non avevo mai avuto modo di conoscere.
A Roma fa più freddo al rientro, sembra essere durato un mese questo weekend, sono andato via in estate e ritorno in autunno. L'autunno è la mia stagione preferita, da piccolo c'era il caminetto, l'inizio della scuole, il rumore del mare nelle mareggiate di settembre, la partenza degli amici delle vacanze.
Stamattina il mio stato d'animo mi fa tornare alla mente una canzone del grande Paolo Conte "Un'altra vita".
A Roma fa più freddo al rientro, sembra essere durato un mese questo weekend, sono andato via in estate e ritorno in autunno. L'autunno è la mia stagione preferita, da piccolo c'era il caminetto, l'inizio della scuole, il rumore del mare nelle mareggiate di settembre, la partenza degli amici delle vacanze.
Stamattina il mio stato d'animo mi fa tornare alla mente una canzone del grande Paolo Conte "Un'altra vita".
2 set 2008
Corri Forrest, corri!
La mia prima impresa sportiva risale ad ormai vent'anni fa. Facevo le elementari quando un tizio che selezionava giovani promesse dell'atletica arrivò in classe a proporci la partecipazione ai giochi della gioventù. Io avrei dovuto percorrere gli 800 mt nella corsa campestre. Preso da piglio agonistico, e sicuro di poter bruciare ogni record, mi iscrissi. "Più o meno da casa fino alle scuole medie" rispose mio padre alla domanda di un cucciolo d'uomo alla scorperta della grandezza dell'universo. La distanza mi parve tanto incolmabile quanto il tempo che sarebbe dovuto trascorrere affinchè io arrivassi a frequentare tale edificio scolastico. "ti dovrai allenare però!", la saggezza paterna agiva con autorevoli consigli, purtroppo l'unica ora disponibile da dedicare al training coincideva con Bim Bum Bam e Non si potevano certo fare aspettare Paolo Bonolis Licia Colò e Uan! Il giorno della gara agghindato nella mia tuta felpata, frutto della raccolta punti Galbusera, e calzando le mie scarpe, non esattamente da runner, mi avviai in una località sconosciuta sede della gara. Non ricordo ansie o particolari riflessioni profonde prima della partenza. Lo start rimbombò e l'eco dello sparo non si era ancora diradato che io ero già zuppo di sudore nel maglione felpato, con le gambe pesanti che mi avevano piantato in una passeggiata nella campagna calabrese di fine anni ottanta, Cesare Casella era stato da poco Rapito, il muro di berlino si crepava, i PC non erano che degli scatoloni sconosciuti e i mouse erano dei roditori con il nome di Mickey o Gerry.
Tornando a casa a mio padre, come a tutti gli altri, mentii: "si sono arrivato più o meno a metà, ce ne erano parecchi dopo di me", in realtà i miei ricordi narrano di un bambino grasso in evidente stato di iperventilazione e di un altro che non doveva superare i cinque anni di età, insomma una chiavica. Le mie imprese sportive ebbero un drastico rallentamento fino alle non più fortunate del mio periodo pallavvolista ma questa è un'altra storia.
Dopo tutti questi anni perché sono saltate alla memoria quelle tristi esperienze di un ragazzino poco incline allo sport, al sudore e alla fatica fisica?
Perché domenica scorsa - 31 08 2008 - ho fatto la seconda gara podistica della mia vita, una 10000 metri cittadina per le strade di Roma. Questa volta l'iscrizione è da imputarsi non al mio spirito kamikaze ma alla impulsività e goliardia del mio amico/coinquilino Alessandro. Avevo paura che finisse come la volta precedente ma gli eventi hanno preso una piega (leggermente) diversa, io la definirei una grande vittoria personale. Ho percorso i 10000 in 55'46'', si una pippa, nulla di lontanamente paragonabile ad una impresa sportiva, però ce l'ho fatta, ho raggiunto il traguardo, ho corso per le strade con la gente che applaudiva e incitava e sorrideva. Non ho mollato, anche se in alcuni tratti stavo per farlo e ho fatto il mio record personale sulla distanza. Per inciso la media è stata di 58'03'' e sono arrivato arrivato 2263esimo su circa 10000 ma questo è importante solo per le statistiche. Il percorso andava dalla partenza di via delle terme di caracalla passando per il colosseo, piazza venezia, piazza di spagna, piazza del popolo, ara pacis, piazza navona, di nuovo piazza venezia, via del teatro di marcello per finire al circo massimo.
L'arrivo e il pregara le parti più emozionanti. Il pregara è stato più che altro il terrore di non finire, la fine è stata felicità mista a fatica, lacrime, sudore e sete. La parte più difficile tra il quarto e il settimo chilometro, la ho davvero pensato di non farcela, vedevo tutti superarmi, Alessandro era andato avanti, ero solo con il mio fiatone e le mie gambe pesanti, sono andato avanti con la forza della disperazione. Dall'ottavo alla fine ho solo pensato a recuperare i minuti persi nella fase di down, i primi sono stati un tripudio di persone e magliette rosse (l'organizzazione ce ne ha fornito una). L'arrivo è stata esaltante e ha ripagato tutta la fatica accumulata.
Io consiglio a tutti di misurarsi almeno una volta nella vita con i propri limiti fisici, aiutano a capire meglio se stessi e a mattere dei paletti, facendosi concentrare su riferimenti oggettivi, come il tempo e lo spazio, lasciando che i pensieri si dissolvano nella nebbia della concentrazione e della gestione della sofferenza fisica oppure si può guardare Bim Bum Bam (su Fox mi sa che lo mandano).
Tornando a casa a mio padre, come a tutti gli altri, mentii: "si sono arrivato più o meno a metà, ce ne erano parecchi dopo di me", in realtà i miei ricordi narrano di un bambino grasso in evidente stato di iperventilazione e di un altro che non doveva superare i cinque anni di età, insomma una chiavica. Le mie imprese sportive ebbero un drastico rallentamento fino alle non più fortunate del mio periodo pallavvolista ma questa è un'altra storia.
Dopo tutti questi anni perché sono saltate alla memoria quelle tristi esperienze di un ragazzino poco incline allo sport, al sudore e alla fatica fisica?
Perché domenica scorsa - 31 08 2008 - ho fatto la seconda gara podistica della mia vita, una 10000 metri cittadina per le strade di Roma. Questa volta l'iscrizione è da imputarsi non al mio spirito kamikaze ma alla impulsività e goliardia del mio amico/coinquilino Alessandro. Avevo paura che finisse come la volta precedente ma gli eventi hanno preso una piega (leggermente) diversa, io la definirei una grande vittoria personale. Ho percorso i 10000 in 55'46'', si una pippa, nulla di lontanamente paragonabile ad una impresa sportiva, però ce l'ho fatta, ho raggiunto il traguardo, ho corso per le strade con la gente che applaudiva e incitava e sorrideva. Non ho mollato, anche se in alcuni tratti stavo per farlo e ho fatto il mio record personale sulla distanza. Per inciso la media è stata di 58'03'' e sono arrivato arrivato 2263esimo su circa 10000 ma questo è importante solo per le statistiche. Il percorso andava dalla partenza di via delle terme di caracalla passando per il colosseo, piazza venezia, piazza di spagna, piazza del popolo, ara pacis, piazza navona, di nuovo piazza venezia, via del teatro di marcello per finire al circo massimo.
L'arrivo e il pregara le parti più emozionanti. Il pregara è stato più che altro il terrore di non finire, la fine è stata felicità mista a fatica, lacrime, sudore e sete. La parte più difficile tra il quarto e il settimo chilometro, la ho davvero pensato di non farcela, vedevo tutti superarmi, Alessandro era andato avanti, ero solo con il mio fiatone e le mie gambe pesanti, sono andato avanti con la forza della disperazione. Dall'ottavo alla fine ho solo pensato a recuperare i minuti persi nella fase di down, i primi sono stati un tripudio di persone e magliette rosse (l'organizzazione ce ne ha fornito una). L'arrivo è stata esaltante e ha ripagato tutta la fatica accumulata.
Io consiglio a tutti di misurarsi almeno una volta nella vita con i propri limiti fisici, aiutano a capire meglio se stessi e a mattere dei paletti, facendosi concentrare su riferimenti oggettivi, come il tempo e lo spazio, lasciando che i pensieri si dissolvano nella nebbia della concentrazione e della gestione della sofferenza fisica oppure si può guardare Bim Bum Bam (su Fox mi sa che lo mandano).
Per gli amici che vengono da myspace...
Lo so ha l'odore del tradimento ma purtroppo il blog di myspace non lo trovo funzionale dunque mi sono trasferito su questo tanto per provare.
Gli affezionati al vecchio blog non se la prendano cercherò di non farvi mancare nulla anche su questo.
Stay tuned...
Gli affezionati al vecchio blog non se la prendano cercherò di non farvi mancare nulla anche su questo.
Stay tuned...
Il mio primo giorno di blogspot
Blogghiamo amici, che chi non blogga in compagnia....
A volte scrivere fa bene.
A volte è salutare, liberatorio come uno starnuto.
A volte è inutile, persino brutto.
Quasi sempre è noioso e privo di contenuti reali.
Di blog ne ho letti parecchi, la maggior parte di questi mi ha dato l'impressione di un egregio esercizio onanistico.
Redigere un Blog da l'impressione che tutto il mondo sappia (a volte però non è letto da nessuno). Tutte validissime ragioni er tenerne uno anche io.
Cosa ci scriverò lo deciderò di volta in volta, cose personali, spero non troppe volte inventate e allorquando lo fossero non al 100%.
Stay tuned...
A volte scrivere fa bene.
A volte è salutare, liberatorio come uno starnuto.
A volte è inutile, persino brutto.
Quasi sempre è noioso e privo di contenuti reali.
Di blog ne ho letti parecchi, la maggior parte di questi mi ha dato l'impressione di un egregio esercizio onanistico.
Redigere un Blog da l'impressione che tutto il mondo sappia (a volte però non è letto da nessuno). Tutte validissime ragioni er tenerne uno anche io.
Cosa ci scriverò lo deciderò di volta in volta, cose personali, spero non troppe volte inventate e allorquando lo fossero non al 100%.
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